IL CACCIATORE 2: FRANCESCO MONTANARI E’ IL GIUDICE SABELLA

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“Per stanare la preda bisogna bruciare il bosco”. Dal 19 febbraio su Rai2 in prima serata arrivano le quattro nuove puntate della serie tv tratta dal romanzo autobiografico “Cacciatore di mafiosi” (Mondadori) del magistrato Alfonso Sabella. Protagonista è Francesco Montanari che torna a vestire i panni del pubblico ministero Saverio Barone (l’alter ego di Sabella), sostituto procuratore del pool antimafia di Palermo.

“Questa è una stagione dolorosa – spiega Montanari nel corso della presentazione a Viale Mazzini, anche di solitudine – perchè Saverio, non è riuscito a mantenere la sua promessa, quella di salvare il piccolo Giovanni di Matteo, ed entra in un inferno feroce e sanguinolento di vendetta. Diventa un’ossessione e a farne le spese sono le persone a lui vicine. E’ un toro che vede rosso. Inizia la sua caccia ai malavitosi e sarà senza tregua. Terra bruciata: per mirare alla preda brucerà il bosco” Il Cacciatore 2 riprende da dove è terminata la prima stagione.
Siamo nel 1996 e Saverio Barone si sposa con la compagna Giada (Miriam Dalmazio). Sul matrimonio però incombe la sorte del piccolo Di Matteo, sequestrato dalla mafia per ricattare il padre pentito Santino e sciolto nell’acido per volontà di Giovanni Brusca (Edoardo Pesce). Una coproduzione Cross Productions, Beta film in collaborazione con Rai Fiction diretta da Davide Marengo. Nel cast Francesco Foti, Marco Rossetti, Roberto Citran, Francesca Inaudi, Alessio Praticò, Gaetano Bruno.
Montanari tiene a sottolineare: “Non è un biopic ma una storia ispirata a fatti veri. Per me, la sceneggiatura diventa una bibbia. Poi, con gli sceneggiatori, si decide una linea emotiva da seguire. Nella prima stagione, abbiamo lavorato sull’auto-affermazione. Nella seconda mi scontro con il fallimento, la voglia di vincere non basta più, Saverio si scontra con il muro per eccellenza. Barone cambia pelle. Tutti cambiamo pelle. Le persone che ne faranno alle spese sono anche quelle a lui vicine: la moglie e Carlo Mazza (Francesco Foti).
Comincerà per lui un grande processo di solitudine”. “Il Cacciatore” racconta la lotta alla mafia da entrambi i lati del fronte di guerra: i magistrati, ma anche i mafiosi. I cacciatori e le prede. E la preda numero uno, in questa seconda stagione, è Giovanni Brusca.

La prima stagione ha ottenuto un importante riconoscimento all’estero, vincendo nella categoria Best Performer a CanneSéries. Sabella tiene a rilevare: “In questi nuovi episodi, c’è lo spartiacque, poi mi sono anche confrontato con un fallimento, il fatto di non essere riuscito a salvare la vita a Giuseppe Di Matteo. Ancora oggi, mi porto dietro questo dramma.

Il personaggio di Saverio in questa seconda stagione è più simile a come ero io all’epoca. Questa, però, non è una storia di fallimenti ma è una storia di successi per quanto riguarda il nostro paese. Dobbiamo raccontare quella parte di storia in cui l’Italia ha vinto la battaglia contro la mafia. Abbiamo dato un colpo importante alla mafia: non ricordare questi successi è un errore. Se gli strumenti che ho avuto io, li avessero avuti Falcone e Borsellino, forse anche loro sarebbero qui a questo tavolo”.
Sabella ricorda: “A Palermo, scoprivamo gli omicidi un quarto d’ora dopo che erano stati commessi e molti omicidi, li abbiamo anche impediti. Questa realtà è ben raccontata nella serie. La mia esperienza a Ostia? Ho perso ma non ho il rimorso.
Non mi hanno dato il tempo, sono stato lì solo 4 mesi”. Il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta: “E’ una serie potente e innovativa, ispirata alla realtà e con una forte capacità di denuncia, prosegue sulle ali del successo in Italia e all’estero della prima. L’originalità della serie comincia dal protagonista scisso – e che si sdoppia anche nella voce off – l’ossessione della caccia e il risvolto della rabbia, dell’egoismo, del sospetto. L’originalità del Cacciatore sta nel porsi oltre i limiti di questi generi, nel punto di attrito dei due livelli che attraversa i protagonisti, Barone anzitutto, ma anche gli altri pm e gli antagonisti mafiosi”.
Alla domanda sul perchè si è scelto di mandare una serie pluripremiata e apprezzata all’estero come il Cacciatore su Rai2, Andreatta replica: “La Rai deve avere un’articolazione differenziata sulle varie reti. Il linguaggio di questa serie è più adeguato per Rai 2. E’ una serie dalla complessità narrativa più ricca. Il Cacciatore non è soltanto una storia di genere ma è una serie che mira ad un pubblico più giovane, in linea con gli obiettivi della seconda rete”. Montanari ha terminato a dicembre le riprese del film ‘Regina’: “opera prima  di Alessandro Grande, stiamo lavorando per portalo a Cannes. E’ un autore neorealista. Racconta la storia tra un padre, io e una figlia, e come spesso accade talvolta i ruoli si invertono”. Poi , aggiunge, “sto per iniziare le riprese di un altro film sull ‘omicidio di Pier Luigi Torregiani”

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